mercoledì 8 febbraio 2012

Nessuno ha urlato, nessuno

Ho chiesto la mia canzone preferita, ma non so se il mio ultimo desiderio sarà esaudito. Sono in carcere da molti mesi, imprigionato per atti terroristici contro la mia patria. Ora, oggi, tutte quelle azioni commesse non contano più nulla per me, le sento scivolare sul mio corpo come acqua limpida. La mia anima è svuotata di fronte agli attacchi subiti, alle lacerazioni intime e profonde da riuscire a toccare il dolore. La barba è nera, aggrovigliata in fili sporchi e unti. I miei capelli sono stracci attaccati al capo. L’ultimo ricordo che ho del mondo lo cerco tra il cielo visto dalla mia cella e il viso del secondino. Ho pregato troppo per poter ancora sperare.
 Quando sono venuti a prendermi, questa mattina, sapevo che era il mio ultimo giorno. Non ho opposto resistenza. La benda nera, avvolta sui miei occhi, mi proteggeva dalla luce del mondo, troppo forte per me. Mi hanno lasciato fuori per un attimo, sentivo accanto a me il fiato dei miei compagni di prigionia, qualcuno ha versato una lacrima.
Non ci sono state scene di terrore, urla strazianti o tentativi di fuga. Tutto si è svolto in un regolare e macabro silenzio. Il boia è giunto col suo passo pesante e imperioso, lo sentivamo da lontano. Nessuno ha urlato, nessuno.
Sento delle mani di piombo avvicinarsi al mio corpo, sento l’impercettibile rumore di una corda che si muove nell’aria, che mi comunica la mia fine. Sento il tocco roboante dei passi, piccoli, minuti, incerti. La benda continua a colorare di nero i miei occhi, continua a proteggermi dalla luce del mondo. Non provo dolore, no. Vedo il sorriso di mio figlio dipingersi nell’oscurità, confondendosi tra le mie pupille, vedo l’amore di mia moglie, vedo il sole, vedo le nuvole, vede i temporali, e poi le stelle, gli elementi, il tempo, il vento, l’odio, la vendetta, la sabbia, la terra, i dolori e le gioie, gli acquazzoni, la neve, bianca. E poi l’eternità. Dondolo con gioia sul mio vuoto. La mia anima sorride liberandosi da quel laccio. Sorrido mentre assaporo l’ultimo respiro.

Oggi, 8 febbraio 2012, 19 prigionieri sono stati impiccati in Iraq, condannati alla pena di morte. Sono 51 le persone giustiziate dall’inizio dell’anno, tra cui 3 donne e un siriano. E per finire l’anno mancano ancora molti, troppi mesi.

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