domenica 12 febbraio 2012

My darling you



-          Ci conosciamo?
-          Mi conosci. Sono io.
-          Dimmi il tuo nome, non ti riconosco.
-          Sono quella che cerchi ogni notte, quando vivi nei tuoi sogni.
-          Non mi dire questo. Sai che piango tutte le mattine.
-          Perché non riesci mai a ricordarti di me?
-          Non lo so. Non chiedermelo. È il mio errore più grande.
-          Come devo fare per parlarti davvero?
-          Lo vorrei anche io.
-          Vorrei stringere il tuo corpo nelle mie mani.
-          Anche io.
-          Vorrei soffiare sui tuoi capelli.
-          Anche io.
-          Vorrei picchiarti pur di sentirti mia.
-          Vorrei fosse vero.
-          Perché non mi lasci entrare, con la luce, ogni giorno?
-          Perché te ne vai, con la luce, ogni giorno?
-          Lasciami entrare.
-          Vieni, ti aspetto da sempre.
-          Entro
-          Vieni.
-          Perché non riesco a vederti?
-          Io sono qui.
-          Dove?
-          Eccomi, non mi vedi? Sono davanti a te.
-          Fatti toccare.
-          Toccami.
-          Perché non riesco ad abbracciarti?
-          Io sono qui, fallo.
-          Non ci riesco. Non ce la farò mai.
-          Sto venendo verso di te. Ora puoi abbracciarmi. Chiudi gli occhi.


-          Ora ti sento.
-          Siamo vicini.
-          Non lasciarmi.
-          No, non ti lascio.

Ogni notte un uomo cerca di abbracciare la sua musa. Lei è bellissima, superbamente divina. Lui, per alcuni, è un povero pazzo. Qualche notte, però, l’incontro è reale. E allora il povero pazzo diventa l’uomo più felice del mondo.

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